giovedì 28 gennaio 2021

LA NOSTRA REPUBBLICA DELLE FARFALLE - 3F SCUOLA SECONDARIA G. PLANA

Grazie alla collaborazione tra gli ordini di scuola dell'IC Via Dante Voghera, oggi abbiamo la fortuna di leggere e vedere il prezioso contributo sulla Giornata della Memoria della classe 3F, scuola secondaria di I grado G. Plana. I ragazzi, sapientemente guidati dalla professoressa di lettere Benedetta Balduzzi, hanno prodotto un lavoro tratto da "La Repubblica delle Farfalle" di Matteo Corradini. Questa è una piccola parte di un'attività di più ampio respiro, che speriamo di poter vedere non appena sarà terminata. Le parole, come  il finale del video, sono un invito a riflettere sul "vuoto" e sull'indifferenza che hanno alimentato la tragedia della Shoah.

Ringraziamo i ragazzi e la prof. Benedetta Balduzzi per la collaborazione: siamo grati ai tanti insegnanti che, come lei, permettono ai loro alunni di volare oltre il filo spinato!  


GIORNATA DELLA MEMORIA 2021: I RAGAZZI DELLA 3F PRESENTANO LA LORO REPUBBLICA DELLE FARFALLE





"Mamme e papà sono chiusi altrove, le mamme nella caserma Dresda e i papà nella Hannover. Le ragazze della nostra età in un'altra ancora. Poi c'è la caserma degli olandesi, dei ragazzi tedeschi, dei danesi, di altri. Le caserme oggi sono dormitori, ci dormono in cento in una stanza, tengono le finestre aperte anche d'inverno dal caldo che fa. Siamo ebrei, per questo siamo qui. Altri motivi? Chi ha altri motivi per essere imprigionato dai nazisti viene portato alla piccola fortezza qui vicino: ci infilano i delinquenti e i politici. Quale diversità ci sia tra noi e loro, i nazisti lo sanno bene: un criminale in moltissimi casi merita di vivere. Un ebreo no. La differenza è tutta qui.

Il giovane narratore de "La repubblica delle farfalle", romanzo sulla Shoah di Matteo Corradini, in queste semplici parole delinea l'assurdità del destino del popolo ebraico, destinato a soccombere sotto la furia calcolata e subdola dei nazisti. Egli si trova a Terezin, ghetto di Praga. La vita in un ghetto non ha ancora le tinte funeree di quella nei campi di sterminio, prevale la tonalità del grigio: i ragazzi vanno a scuola, possono passeggiare, ma le violenze delle SS fanno presagire il terribile destino che attende la maggior parte di loro. Un gruppetto di ragazzi reagisce, però, alla disperazione e alla prigionia scrivendo un giornale clandestino chiamato Vedem affinchè la scrittura diventi più forte della paura e la penna un'arma più potente di quelle dei nazisti.

A Praga, nella sinagoga Pinkas, oltre ai nomi di tutte le persone del ghetto incise sulle pareti, si trovano realmente i disegni di questi ragazzi insieme a pupazzetti di stoffa, quaderni con la copertina di cartapesta, oggetti piccoli che non dessero troppo nell'occhio delle guardie di sorveglianza. Essi raccontano un mondo di bambini e ragazzi, nonostante l'orrore che li circondava. Le farfalle, simbolo di libertà, non abitano nel ghetto ma loro le vedono, le raccontano come immagine di colore nel grigio  e nel fango di Terezin.

I ragazzi della terza F della scuola secondaria di primo grado G. Plana hanno presentato per l'occasione una rilettura in chiave espressiva di alcuni brani del romanzo per dare voce a questi ragazzi, perchè le loro parole e le loro speranze rimangano nel tempo.

L'accompagnamento di musiche tradizionali ebraiche e un intervento canoro della prof. Emanuela Scirea hanno arricchito la mattinata. La consapevolezza di ricordare un momento tragicamente importante della Storia del Novecento ha maturato in loro la responsabilità di ricreare in autonomia un'atmosfera intensa, partecipe e commovente.

Grazie Ragazzi!

 



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