giovedì 11 novembre 2021

LA PROVENZAL CHIAMO'




 La Provenzal chiamò...

...E  il primo maresciallo in ruolo d'onore Luca Barisonzi ha risposto. Luca, ex alunno della scuola Provenzal, è stato nostro ospite mercoledì 10 novembre e ci ha raccontato la sua storia...

Nasce tutto dalla vocazione di diventare Alpino e di essere mandato in missione. E quel sogno si avvera quando nel settembre del 2010 viene inviato in Afghanistan. Il suo primo ricordo sono le dune del deserto, distese di sabbia immense. Ma anche i bambini, le donne e gli uomini sopraffatti dagli "insorti", così venivano chiamati i talebani. I sorrisi di ringraziamento dei bambini per qualche biscotto, l'inaugurazione di una scuola, la consapevolezza di essere d'aiuto ad una popolazione che stava tornando alla normalità, stava riprendendo a vivere... 

E poi, dalla vita, come spesso accade, si passa alla morte, quella del suo compagno Luca Sanna colpito dal proiettile di una spia. Ma ferito gravemente rimane anche Luca Barisonzi che, dopo aver ricevuto le prime cure, viene rimandato in Italia con una diagnosi nefasta: sarebbe rimasto completamente paralizzato, coricato a letto e attaccato costantemente ad un respiratore. Luca non ci sta, non accetta il responso dei medici e decide di impegnarsi per poter migliorare la sua condizione. E lo ha fatto a piccoli passi: riuscire a grattarsi il naso, in quel momento, era il suo più grande sogno. E ci è riuscito, lentamente, attraverso la riabilitazione, giorno dopo giorno. Prima muovendo la mano, poi il braccio, poi respirando autonomamente fino ad arrivare a riuscire ad abbracciare la figlia Bianca.

E torniamo ancora alla vita e alla (ri)nascita, quella della figlia Bianca che dispensa forza e gioia a Luca. Ma non solo. La consapevolezza, vissuta come un dono, di essere riuscito, con la propria forza di volontà, a superare i limiti che poneva la medicina. L'impegno quotidiano come atleta del Gruppo Sportivo Paralimpico Difesa nel tiro a segno con la carabina, sport che lo fa sentire capace e che richiede un grande sforzo mentale. E poi l'impegno di raccontare nelle scuole la sua esperienza, le sue scelte, la sua vita.

Proprio come ha fatto con noi. La sua idea era quella di fare del bene agli altri indossando l'uniforme ma non ha smesso di essere altruista e si è messo a disposizione della comunità con la sua testimonianza. Il primo maresciallo Luca è stato intenso e delicato, ha raccontato con naturalezza un fatto che per molti può essere definito la fine ma che per lui è stato un nuovo inizio. Ha spiegato l'importanza delle piccole cose, dei gesti semplici. E a proposito delle sue scelte, ciò che ha maggiormente colpito tutti quanti, è che rifarebbe tutto, nonostante tutto. Perchè l'esperienza in Afghanistan, gli " ha tolto tanto ma  ha anche  dato tanto"; concetto difficile da comprendere, come la libertà di cui parla spesso. E la domanda sorge spontanea: "Come può sentirsi libero?". Ma rimane soffocata: la risposta è in ciò che fa e nelle sue parole, che arrivano dirette e si piantano nei nostri cuori e nelle nostre teste come dei semi. I nostri obiettivi sono stati ampiamente raggiunti, volevamo che i nostri alunni ricevessero una lezione: capacità di reazione, forza di volontà, coraggio, fame di vita! Ed è arrivato un uragano di emozioni che ha travolto tutti . Silenzio e occhi lucidi nella palestra in cui Luca ha fatto ginnastica, in cui sognava di fare il calciatore, in cui, in un piovoso mercoledì di novembre, ha regalato a tutti noi i suoi nuovi sogni. Infine ha consigliato ad ognuno di seguire la propria strada, assumendosi il rischio di ciò che comporta, proprio come ha fatto lui, infondendo un senso di responsabilità che rimarrà sicuramente come un esempio prezioso .

Una delle nostre bambine ha chiesto se avesse perdonato il suo aggressore : lui, con  coraggio e franchezza, ha risposto con un secco no. Chapeau , tanto di cappello... con la penna! 





Ringraziamo Luca Barisonzi per aver partecipato al progetto Educ-action che lo ha visto protagonista dell'incontro con le classi quinte e terza della scuola Provenzal.

Per chi volesse conoscere meglio la sua storia consigliamo il libro "La patria chiamò", Mursia editore.


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